Vene varicose in gravidanza

La gravidanza, detta anche stato interessante o gestazione, è lo stato della donna nel periodo compreso dal giorno del concepimento fino al parto. In questo periodo, lungo circa 270 giorni, cioè 9 mesi, la cellula uovo fecondata dallo spermatozoo nell’utero si moltiplica per creare un nuovo organismo, passando dallo stadio di embrione nei primi 3 mesi, allo stadio di feto nei mesi successivi, fino alla nascita del bambino, il cui peso varierà fra i 2,5 e i 3,5 kg.

Nello specifico, le modificazioni principali di questa condizione biologica tutta femminile, che interessano alcuni organi e funzioni della madre, sono:

  • aumento del volume dell’utero e dell’addome, della massa ematica in circolazione e del flusso ematico refluo dalle vene uterine;
  • dilatazione delle vene delle gambe, cioè aumento del calibro dei vasi sanguigni. Al tal proposito, le vene sono formazioni anatomiche tubolari e membranose, con attitudine a modificare le proprie dimensioni (vasomotilità), percorse dal sangue che proviene dagli arti inferiori, dagli organi dell’addome e dal torace e che viene raccolto dalla vena cava inferiore, per tornare al cuore;
  • incremento del progesterone e degli estrogeni. Al riguaardo, l’aumento del tasso ormonale estrogenico causa la diminuzione dell’attività della pompa muscolo-venosa, dal quarto mese di gravidanza, e l’accentuazione dell’ipertensione venosa, nel secondo semestre dello stato interessante, con possibile comparsa di vene varicose, mentre il progesterone induce l’ipotonia delle pareti vasali;
  • sviluppo delle vene periuterine in prossimità del terzo mese di gravidanza;
  • maggior lavoro del cuore e necessità di introdurre più ossigeno attraverso i polmoni;
  • notevole e giustificato aumento di appetito!

Caratteristiche, sintomi e cause delle vene varicose in gravidanza

La vena varicosa, o varice, è una dilatazione patologiaca permanente del tratto di una vena, che colpisce, soprattutto, le gambe. In particolare, le vene varicose agli arti inferiori presentano sintomi come senso di pesantezza, tensione e torpore alle gambe, ritenzione idrica, stasi e ipertensione venosa, insufficienza valvolare, edemi, formazioni nodose e molli, gonfiore alla caviglie, antiestetici capillari dilatati, e complicazioni come sclerosi, trombosi e flebotrombosi. Ma, le principali cause delle varici in gravidanza si possono ricondurre a reflussi che partono dalla zona addomino-pelvica per mancanza di valvole nelle vene. Dunque, le vene varicose durante la gestazione non hanno un decorso comune, presentandosi anche nella zona dell’addome, nella regione dei glutei e dietro e ai lati delle cosce. A tal riguardo, le varici vulvari possono presentare sintomi come sanguinamenti ed ematomi.

Scoprire la sede dei reflussi è essenziale per decidere quali indicazioni chirurgiche devono essere poste in atto in seguito al parto, cioè quando vi sarà la regressione della distensione venosa, ancor meglio al termine dell’allattamento. Fra le altre cause delle varici in gravidanza, i primi sintomi della malattia varicosa indicano una grande importanza del fattore ormonale in confronto al fattore meccanico, per l’utero accresciuto di volume, che è, invece, rilevante negli ultimi 3 mesi della gestazione. Infine, è importante sottolineare che le varici riguardano una donna incinta su quattro alla prima gravidanza, e due gestanti su quattro nelle gravidanze successive, inoltre, più del 60% delle donne gravide con vene varicose ha una predisposizione famigliare a tale malattia varicosa.

Consigli precauzionali per le vene varicose durante la gestazione

Fra i consigli precauzionali per prevenire, rallentare e curare le varici, ma anche per vivere una gravidanza senza complicazioni, è necessario evitare di:

  • stare fermi in piedi per un tempo prolungato;
  • indossare le scarpe con i tacchi troppo alti e i vestiti e l’intimo molto attillati, per non costringere il circolo venoso;
  • esporsi al sole diretto e al caldo esagerato, per esempio quello di un forno acceso;
  • fumare e consumare alcool;
  • aumentare eccessivamente di peso;
  • assumere alcuni farmaci senza il consenso del medico.

Inoltre, fra gli altri accorgimenti, può essere utile o risolutivo:

  • indossare calze elastiche a compressione graduata e scarpe comode a pianta larga, con tacco poco alto, intorno al massimo ai 3 o 4 cm;
  • praticare un moderato esercizio fisico, predilegendo il movimento all’aperto ed eseguendo esercizi muscolari leggeri. Bene, quindi, passeggiare serenamente in un parco o pedalare sulla cyclette da camera;
  • prevenire la stitichezza alimentandosi con cereali integrali, ricchi in fibre;
  • mangiare frutta e verdura crude, per apportare, oltre alle fibre, minerali e le vitamine C e PP, protettive delle vene ed anche dei capillari, importanti per lo scambio di nutrienti fra il sangue e i tessuti;
  • riposare tenendo le gambe sollevate su di un cuscino per favorire il ritorno venoso;
  • massaggiarsi le gambe con delle pomate, contenenti estratti di piante idonee alla gestazione, che diano sollievo;
  • diminuire l’assunzione di sale e di zucchero;
  • introdurre oligoelementi quali rame, oro e argento ed anche manganese, cobalto e fluoro;
  • aumentare il consumo delle proteine, non dei grassi;
  • prestare attenzione alle malattie infettive;
  • utilizzare la terapia con eparina a basso peso molecolare e in dosi limitate, sicura per il nascituro;
  • ricorrere alla diagnostica non invasiva dell’eco-color-doppler, alla scleroterapia per problematiche varicose lievi e alla chirurgia per problemi più complessi.

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