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Cosa sono le vene varicose?
Il termine varice significa dilatazione, tortuosità.
La varice è quindi una dilatazione della vena che tende successivamente
ad assumere un aspetto tortuoso; molto spesso le varici formano una
vera e propria rete, da cui la definizione "varici reticolari".
Possono essere più o meno visibili in rapporto alla profondità
o alla superficialità del loro decorso.
Perchè si formano la varici?
Le ipotesi sono tre:
- un' alterazione della parete della vena che, cedendo, non permette
il funzionamento delle valvole e determina un progressivo peggioramento
della malattia varicosa
- un' alterazione delle valvole con successivo sfiancamento della parete
- la più frequente combinazione delle due precedenti cause.
Sono ereditarie?
Una vera e propria ereditarietà non è dimostrata ma i
numeri confermano indubbiamente che vi sia una familiarità.
Come si manifestano?
Nella fase iniziale gonfiore delle gambe e dei piedi, senso di peso,
calore, stanchezza; questi fastidi tendono ad accentuarsi in primavera-estate
e, per la maggior parte delle donne, nel periodo premestruale. Successivamente
compaiono varicosità e capillari e il quadro clinico tende a
peggiorare.
Si possono poi verificare complicazioni come le tromboflebiti, spesso
accompagnate o seguite dalle ipodermiti (infiammazioni del tessuto sottocutaneo)
o dalle linfangiti (infiammazione dei vasi linfatici che accompagnano
le vene nel loro percorso). Quando la malattia ed il paziente sono abbandonati
a se stessi si presentano nel tempo danni sempre più gravi dei
tessuti, fino alle ulcerazioni, che rappresentano la manifestazione
finale dell'insufficienza venosa cronica.
L'evolutività della malattia suggerisce di curarla nelle prime
fasi, invece di attendere la comparsa di complicazioni.
Cos'è L'insufficienza venosa cronica ?
E' una malattia più complessa causata dalla contemporanea disfunzione
delle vene profonde (interne), di quelle superficiali (esterne) e delle
perforanti. La malattia viene spesso confusa con semplici varici che
ne rappresentano in effetti la più frequente manifestazione,
ma può in alcuni casi presentarsi senza vene varicose o capillari
evidenti. Essa è comunque in grado di evolversi nel tempo e portare
le gambe dei pazienti fino ai gradi estremi della malattia con le ulcere
venose croniche ribelli a qualunque trattamento medico e fisico. Questi
pazienti sono comunemente definiti "inguaribili" per la difficoltà
di affrontare la diagnosi e cura di casi così complessi. Esistono
invece centri specialistici capaci di interpretare e trattare adeguatamente
queste malattie e molti pazienti possono essere guariti o restituiti
ad una normale qualità di vita.
Cosa sono i capillari?
Le telangectasie, questo il termine scientifico che identifica i capillari,
sono venule sottili rosse o bluastre situate nello spessore della pelle.
Questo problema riguarda quasi esclusivamente il sesso femminile; in
circa il 40% dei casi sono localizzati alle cosce; solo in pochi casi
possono dare bruciore e prurito, soprattutto nel periodo premestruale.
Qual'è la causa?
Nella maggior parte dei casi queste piccole varici compaiono senza una
causa ben precisa, ossia in assenza di problemi circolatori e spesso
in assenza di vene varicose. Si è osservato, però, che
esiste una certa predisposizione familiare al problema, che la gravidanza
ne favorisce la comparsa e che possono manifestarsi in seguito ad un
trauma contusivo che ha coinvolto gli arti inferiori (per esempio massaggi
troppo violenti).
Solo in una piccola percentuale di persone (15%) le telangectasie sono
associate alle vene varicose, ma almeno in un terzo dei casi è
possibile individuare, attraverso gli esami, un'insufficienza delle
vene superficiali o interne non ancora clinicamente evidente.
Come si curano?
La scleroterapia (iniezioni nella vena di farmaci ad azione cicatrizzante
eseguite con micro-aghi) rimane ancora il metodo di elezione per il
trattamento delle telangectasie.Quelle scure devono essere necessariamente
sclerosate con molta delicatezza per non causare lesioni della pelle
o macchie.
Le telangectasie rosse, che sono le più sottili e resistenti,
sono le più difficili da trattare ed è possibile ottimizzare
i risultati con terapie complementari come la laser-terapia e l'ozono-terapia.
In molti casi gli effetti di una scleroterapia possono essere duraturi
negli anni; a volte possono invece essere necessari nuovi interventi.
La pillola è controindicata quando si hanno
problemi di vene?
Le nuove pillole anticoncezionali hanno un dosaggio
di ormoni molto basso, per cui non dovrebbero creare problemi alle vene
o aumentare comparsa di telangectasie, se assunte per brevi periodi.
Vi sono, tuttavia, degli studi che hanno dimostrato un aumento del rischio
tromboflebitico nelle pazienti che fanno uso di contraccettivi orali.
In realtà la pillola determina uno stato ormonale abbastanza
simile a quello che si verifica duranza la gravidanza, per cui la somministrazione
dovrebbe essere preceduta sempre da un attento studio clinico, emodinamico
(della circolazione) e da analisi volte a identificare eventuali fattori
di rischio.
L'aumento delle telangectasie in corso di trattamento con estro-progestinici,
richiede la sospensione del trattamento.
Anche in questo caso non si può assolutamente generalizzare e
dovrà essere lo specialista a consigliare l'assunzione o meno
della pillola.
Cos'è una tromboflebite?
La tromboflebite è un'infiammazione della vena accompagnata dalla
formazione di un coagulo di sangue all'interno e da un rigonfiamento
ed arrossamento doloroso della pelle, facilmente riconoscibile. In alcuni
casi il trombo può accrescersi ed estendersi alle vene profonde
(trombosi venosa profonda). Più raramente un frammento del trombo
si può distaccare e raggiungere i polmoni; si parlerà,
in questo caso, di tromboembolia polmonare, che rappresenta un evento
molto grave.
Se la tromboflebite viene curata durante la fase iniziale, i rischi
sono minimi e si può avere una completa guarigione.
Quali sono le cause della tromboflebite?
La dilatazione delle vene determina una stasi venosa; la stasi è
il primo fattore responsabile dello sviluppo di una tromboflebite; in
molti casi alla stasi può aggiungersi una trombofilia: un'alterazione,
cioé di uno o più fattori della coagulazione del sangue.
I traumi possono determinare una tromboflebite anche in vene di soggetti
sani.
Vi sono poi dei fattori di rischio quali: l'obesità, la gravidanza,
gli interventi chirurgici, fumo, alcoolismo, iniezioni endovenose, malattie
infettive, neoplastiche e l'immobilizzazione.
E' vero che in caso di tromboflebite si deve rimanere a letto?
Assolutamente no. Si riteneva si dovesse rimanere immobili molti anni
fa; si è poi visto che il fattore determinante la tromboflebite
è proprio la stasi, per cui è molto importante camminare
il più precocemente possibile con un bendaggio elastocompressivo
o con le calze elastiche, che devono essere rigorosamente prescritte
dallo specialista.
Cos'è un'ulcera?
Un'ulcera è una lesione delle pelle paragonabile ad una piaga
più o meno profonda; le ulcere venose si localizzano generalmente
nella parte interna della caviglia, ma possono interessare anche la
zona posteriore o laterale.
Nella maggior parte dei casi non sono molto dolorose ma certamente la
loro presenza rende spesso inaccettabile la qualità di vita del
paziente per il pericolo di infezioni e per la necessità di continue
medicazioni. Se non vengono adeguatamente trattate la loro tendenza
è verso la cronicizzazione. Il trattamento migliore e risolutivo
è quasi sempre la correzione chirurgica dell'insufficienza venosa,
accompagnata o seguita dai trapianti cutanei nei casi più gravi.
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