Intervento vene varicose safena

L’intervento per eliminare le vene varicose avviene in regime ambulatoriale e il paziente viene sottoposto ad anestesia locale. Si tratta di una procedura semplice e veloce, che prevede pochi accorgimenti per ottenere risultati a regola d’arte.

 

Per assicurare la sicurezza del paziente ed evitare eventuali reazioni o problemi post-operatori in genere si preferisce far eseguire un elettrocardiogramma e alcuni semplici esami del sangue prima di eseguire l’intervento.

Tra questi occorrono il conteggio delle piastrine, l’emocromo,l’HCV, la fosfatasi alcalina, il livello di glicemia, la transaminasi, l’azotemia, l’HBsAg, il PTT, l’azotemia e l’attività protrombinica. Le analisi possono essere consegnate personalmente al medico che effettua l’intervento per eliminare le vene varicose oppure inviate per e-mail o via fax in quanto non occorre l’intero tracciato ECG, ma semplicemente la risposta ottenuta.

http://www.studiovascolare.com/wp-content/uploads/STRIPPING.jpg

Inoltre si somministrano un antibiotico, un analgesico e l’eparina per favorire il decorso post-operatorio. Di conseguenza prima dell’intervento è necessario procurarsi tutti i farmaci prescritti dal medico. In genere come antibiotico si somministra il Ribotrex per compresse, che può essere sostituito nel caso che il paziente sia affetto da intolleranza o allergie verso il principio attivo. Bisogna assumere a partire dalla sera del giorno precedente l’intervento una compressa al giorno, sempre alla stessa ora, per 3 giorni.

Spesso viene prescritto anche il Clexane 4000 UI, un farmaco antitrombotico che tuttavia può essere sostituito in caso di patologie riguardanti la coagulazione del sangue e al fatto che si seguano determinati trattamenti farmacologici. Proprio per questo motivo è necessario comunicare al medico le eventuali terapie che si stanno seguendo.

Le sospensioni delle cure possono avvenire soltanto dietro rigoroso controllo medico per evitare effetti collaterali. Si assume a partire dalla sera prima dell’intervento iniettando una fiala al giorno continuando, sempre alla stessa ora, fino a consumare l’intera confezione. Infine l’antidolorifico prescritto è in genere il Brufen 800mg in compresse: si tratta di un analgesico a lento rilascio, quindi gli effetti iniziano a manifestarsi 2 ore dopo l’assunzione per proseguire per le 15 ore successive.

Un’ora dopo l’intevento vanno assunte 2 compresse, ma in alcuni casi il dosaggio può essere ridotto in base alle condizioni fisiche e alla corporatura del paziente.
Il giorno prima di effettuare l’intervento il paziente deve depilare completamente sia l’arto da operare che l’inguine: in ogni caso il medico indica con precisione quale sia la zona da trattare dopo aver eseguito la mappatura emodinamica delle vene varicose. Si consiglia di impiegare una crema depilatoria oppure un sapone neutro già usati in precedenza. Al tempo stesso si deve utilizzare successivamente un rasoio da barba sulla piega inguinale per garantire la completa depilazione dell’area. Questo accorgimento è fondamentale per consentire l’adesione della medicazione. L’intervento viene effettuato con il paziente a digiuno completo (sia liquidi che solidi) per almeno 5 ore.

Proprio per il fatto di dover effettuare un controllo completo e verificare le condizioni fisiche del soggetto per garantirne la sicurezza e la salute non è possibile fare visita e intervento insieme. L’operazione delle varici degli arti inferiori consente di eliminare un problema che può evolversi e causare complicanze anche gravi, come una trombosi alle vene profonde, rottura delle vene varicose e ulcere varicose. Gli interventi ambulatoriali sono conservativi e interessano il tronco safenico; invece le operazioni demolitive sono più incisive perché comportano l’asportazione delle varici visibili e dell’asse safenico, oltre a una scleroterapia.

La terapia conservativa ha lo scopo di ridurre la portata e la pressione delle vene varicose, così da riequilibrare la rete sanguigna ed evitare complicanze. L’obiettivo è far tornare normale il calibro delle vene principali, soprattutto del tronco safenico, così da contrastare efficacemente la malattia varicosa e limitarne l’evoluzione. Per poter operare e scegliere la strategia più adatta è necessario analizzare nel dettaglio le varie direzioni di flusso delle vene, effettuando prima dell’intervento una cartografia eco-color-doppler: in questo modo si localizzano precisamente i punti dove intervenire per poi segnarli sulla gamba stessa. L’operazione prevede di sezionare e legare le vene nei punti indicati, inserendo eventualmente clips in titanio per una maggiore sicurezza.
Il decorso post-operatorio è poco doloroso e dura poco tempo in quanto questo intervento si caratterizza per la mini-invasività chirurgica.

Il rientro a casa avviene in modo diverso a seconda del tipo di intervento e dalla distanza da percorrere: in ogni caso non bisogna mettersi personalmente alla guida. Se si è fatta la legatura della safena all’inguine e se si abita a più di 2 ore di distanza dallo studio medico, è bene trascorrere una notte in zona. Il giorno dopo viene eseguito un controllo generale e quindi può tornare al suo domicilio. Quasi sempre la ripresa delle normali abitudini di vita avviene il giorno dopo l’intervento. Fino a quando i punti non sono stati tolti (8-10 giorni dopo l’operazione) le ferite non devono entrare in contatto con l’acqua perché si arrossano, il decorso post-operatorio si allunga, la guarigione avviene con difficoltà e i risultati peggiorano dal punto di vista estetico. Proprio per questo motivo è bene evitare lo sfregamento degli arti sia durante il giorno che la notte. Si consiglia di dormire con un pigiama oppure di indossare sempre una calza elastica nel caso il medico prescriva questo dispositivo. Sotto è bene indossare un collant normale per facilitare lo scorrimento della calza sulle medicazioni. La prescrizione varia in base alle condizioni fisiche, allo stato delle vene varicose e al clima: infatti nel periodo estivo spesso il medico evita di raccomandare ai pazienti questo dispositivo fisico. Una volta tornati a casa si deve mangiare regolarmente e, per favorire la guarigione delle ferite, bisogna fare una passeggiata all’aperto al mattino e una al pomeriggio fino a quando non si tolgono i punti.

Già il giorno dopo l’intervento il paziente può riprendere le normali attività, tuttavia è bene tenere a mente che non può sollevare pesi di una certa entità e che non può fare sport oppure esercizi che comportano la sudorazione. Infatti, proprio per evitare che le ferite entrino in contatto con l’acqua, ci si deve evitare di lavarsi. Il ritorno al lavoro, in base a quanto previsto dalle normative medico-legali, avviene dopo la rimozione dei punti di sutura: fino ad allora il lavoratore viene considerato in malattia. Si può fare la doccia il giorno dopo che sono stati tolti i punti di sutura, mentre il bagno e l’uso della piscina sono subordinati a vari fattori. Innanzitutto le ferite devono essere quasi completamente guarite per evitare che possano riaprirsi. Si consiglia quindi si procedere in maniera graduale e di evitare bagni e piscine per almeno 20 giorni dalla data dell’intervento, seguendo anche le prescrizioni del medico. Lo stesso vale per la ripresa dell’attività sportiva in quanto non ci si può lavare finché la sutura non è stata tolta. In secondo luogo è bene attendere almeno 7 giorni dalla rimozione della sutura per evitare che l’attività sportiva e il conseguente stiramento della pelle faccia riaprire le ferite. In genere bisogna attendere circa 15 giorni dal giorno dell’intervento prima di riprendere a fare sport.

La rimozione dei punti di sutura è subordinata alla visita di controllo che viene effettuata dal medico 7 giorni dopo l’intervento attraverso una verifica eco-doppler. L’appuntamento viene stabilito il giorno della prima visita oppure poco prima dell’operazione. Una volta che il medico ha accertato il buon esito del decorso post-operatorio può togliere i punti. Infine si deve tenere a mente che le complicanze sono rare e possono riguardare il sanguinamento delle ferite, la comparsa di edemi, ematomi e infezioni, trombosi localizzate nel tronco safenico o nelle vene collaterali e nefriti. Bisogna comunque tenere a mente che la trombosi in genere tende alla ricanalizzazione spontanea, quindi non ha ripercussioni emodinamiche. Invece la trombosi venosa profonda è estremamente rara.

Add Comment