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DIECI
CONSIGLI PER LA PREVENZIONE
DELLE VARICI DEGLI ARTI INFERIORI
CAMMINARE
La regola fondamentale per la buona
salute delle gambe è quella di tenerle in movimento. Camminare, salire e
scendere le scale, fare esercizi di flesso-estensione degli arti inferiori serve
per tonificare i muscoli, mantenere solide le microstrutture ossee, stimolare
l’apporto arterioso e, soprattutto, per favorire il ritorno del sangue venoso
verso il cuore.
Il piede funziona un po’ come una
spugna, o meglio, come una sorta di “cuore periferico”: un sistema capace di
raccogliere il sangue venoso e di spremerlo lungo le vene delle gambe.
La deambulazione
stimola, inoltre, la cosiddetta “pompa muscolare”: lo spostamento alternato del
peso del corpo da un piede all’altro provoca vigorose contrazioni dei muscoli
delle gambe, che spingono ulteriormente il sangue venoso verso il cuore.
Una camminata al
giorno “toglie il flebologo di torno”: quotidianamente almeno un’ora a passo
lungo e svelto.
ATTIVITA' FISICA
La parola d’ordine della prevenzione
delle varici degli arti inferiori è quella di combattere la vita sedentaria,.
E’ sconsigliato stare a lungo fermi
in piedi. Particolarmente colpiti dalle varici degli arti inferiori sono,
infatti, tutti coloro che, per ragioni di lavoro, sono obbligati a stare in
piedi per diverse ore al giorno; prime fra tutte le casalinghe impegnate a
cucinare, a stirare ed in altre faccende domestiche che i:mpongono una posizione
in piedi. Ma nel mirino ci sono anche i commercianti, i parrucchieri, gli
insegnanti, i camerieri, i chirurghi ed alcuni artigiani. A queste persone è
raccomandato l’uso di calze elastiche o, almeno, elasticizzate da indossare
durante le ore lavorative. E’ comunque consigliato, stando in piedi, di caricare
il peso del corpo alternativamente sull’una o sull’altra gamba. Altro
suggerimento è quello di sollevarsi spesso sulla punta dei piedi: riappoggiando
a terra la pianta del piede si favorisce la risalita del sangue venoso.
E’ consigliabile
evitare lo stare a lungo seduti con le gambe piegate, o peggio, con le gambe
accavallate. Se costretti in questa posizione è consigliato l’appoggio delle
gambe su un piano più alto della sedia o della poltrona.
Il nuoto è sport
d’elezione per i flebopatici.
Anche in
gravidanza, quando possibile, è sempre particolarmente utile una bella nuotata,
soprattutto in acqua fresca, al mare o in piscina.
Sono molti gli
effetti benefici sulle gambe, prima fra tutti l’azione “massaggiante” dell’acqua
che tonifica e favorisce lo svuotamento delle vene del superficiali.
Anche la
temperatura dell’acqua, specie se fresca, favorisce la vasocostrizione, e quindi
il tono venoso.
Infine la
posizione orizzontale e i movimenti ritmici ed alternati, caratteristici del
nuoto, promuovono una “dolce” attivazione delle pompe venose muscolari.
Altri sport da
preferire sono tutti quelli che si basano sulla ginnastica “dolce”, come la
marcia o un giro in bicicletta, attività comunque da non praticare a livello
agonistico.
Meno consigliabili
risultano gli sport “violenti” che si basano su contrazioni muscolari improvvise
e scatti frequenti o, comunque, attività fisiche potenzialmente traumatiche per
le gambe, come il calcio, lo sci, l’equitazione e il tennis.
SOVRAPPESO
La progressione dell’insufficienza
venosa ed il peggioramento dei valori funzionali osservabili attraverso le
indagini diagnostiche sono sensibilmente legati all’eccessivo aumento del peso
corporeo. L’obesità contribuisce alla comparsa ed al peggioramento dell’
insufficienza venosa, favorisce il gonfiore delle gambe, la sensazione di
pesantezza agli arti inferiori e accentua i dolori artritici del piede, del
ginocchio e dell’anca.
La dieta mediterranea scorretta e spesso abbondante nel consumo di pane, pasta e
altri farinacei può portare al sovrappeso. Bisogna poi evitare l’abuso di
alcolici e combattere la stipsi.
Questa determina un aumento della stasi intestinale e quindi un incremento della
pressione intra-addominale con conseguente peggioramento di varici ed emorroidi.
Ricorrere ai lassativi, a lungo andare, aggrava il problema; è consigliabile
invece, una dieta ricca di fibre (frutta, verdura, pane integrale, crusca e
soia). Le fibre vegetali, assorbendo una grande quantità di acqua, favoriscono
la regolare funzionalità dell’intestino.
Anche la cellulite può dipendere da un’ alimentazione errata. E’ importante
evitare l’assunzione di insaccati, di cibi grassi, fritti e piccanti. E’ da
preferire un’alimentazione ricca di frutta fresca come arance, limoni, pompelmi,
ananas e kiwi, ricchi di vitamine, principii anti-infiammatori e diuretici.
MASSAGGI
I massaggi sono sicuramente consigliabili ma devono essere eseguiti con molta
delicatezza e da personale esperto per evitare danni locali come ecchimosi
(lividi), traumi diretti sulle pareti venose e la comparsa di nuovi capillari.
Particolarmente consigliabili sono gli automassaggi del piede e della gamba che
possono essere comodamente eseguiti la sera prima di coricarsi; può essere
attuata la seguente procedura:
- far precedere un pediluvio con erbe rilassanti
- applicare a piedi e gambe un’ emulsione emolliente
- eseguire delle compressioni decise ma non dolorose con le dita a livello della
pianta del piede
- massaggiare delicatamente le dita del piede e comprimere gli spazi
interdigitali
- massaggiare il piede (dorso e pianta) con un movimento lineare dalle dita
verso la gamba
- massaggiare con movimento circolare a livello dei malleoli
- massaggiare delicatamente le gambe con un movimento dal basso verso l’alto; in
questo modo viene favorito il ritorno venoso e linfatico, si riduce l’edema e si
ha un effetto rilassante.
IGIENE PERSONALE
Per i portatori di insufficienza
venosa è opportuno evitare i pediluvi e i bagni in acqua calda, l’esposizione
ravvicinata a qualsiasi fonte di calore, come stufe, termosifoni, camini, borse
d’acqua calda. Evitare saune, bagni turchi, fanghi e sabbiature. Sono
assolutamente sconsigliate le cerette “a caldo”. Preferite le creme depilatorie.
Cercare di evitare qualsiasi tipo di trauma, abrasioni, ferite e contusioni alle
gambe. Attenzione anche alle ustioni. In una gamba con avanzata insufficienza
venosa ogni lesione anche minima tende a non guarire ed a trasformarsi in
un’ulcera.
Mantenere quanto più possibile la
cute fresca, pulita ed idratata.
DORMIRE
In posizione distesa, soprattutto
durante il sonno notturno, gli arti inferiori devono rimanere sollevati di
almeno 8 cm. rispetto al torace; la soluzione più semplice è quella di mettere
degli spessori sotto ai piedi del letto (un paio di grossi libri, due
mattoni...).
Altra possibilità è quella di
inserire tra la rete e il materasso particolari cuscini a sezione triangolare,
reperibili in commercio.
In caso di letto matrimoniale, niente paura, la prevenzione si fa fare anche al
coniuge (a meno che non sia cardiopatico).
Sconsigliato è l’uso di cuscini tradizionali sotto le gambe che, muovendosi, non
offrono una superficie di appoggio stabile e uniforme. Appoggiando i piedi sul
cuscino si rischia, infine, di lasciare il ginocchio “nel vuoto”, iperestendendo
e “strozzando” la vena posteriore del ginocchio (vena poplitea) che provvede al
ritorno del sangue venoso di tutta la gamba.
Durante i periodi di lunga immobilità a letto (gravidanza difficile, lunghe
malattie, ospedalizzazione...) muovere ripetutamente gli arti inferiori
soprattutto con movimenti di flesso-estensione dei piedi sulle gambe, facendo
frequenti e profonde ispirazioni.
Molte persone, infine, sono abituate a guardare la televisione, addormentandosi
davanti, appoggiando i piedi su uno sgabello. Anche in questo caso, se il
ginocchio resta “nel vuoto”, si ha lo stiramento della vena poplitea. La riprova
è che mettendo il piede a terra si ha subito un senso di sollievo.
ABBIGLIAMENTO
Indossare vestiti comodi, freschi e
leggeri, evitando i jeans “attillati”.
Evitare le pancere, i cinti erniari
ed ogni tipo di compressione. Sono sconsigliate anche le giarrettiere e le calze
autoreggenti che creano un ostacolo al ritorno venoso.
Preferire i collant o le calze con reggicalze alla vita.
CALZATURE
Un corretto appoggio della pianta
del piede è fondamentale per il buon funzionamento della “ pompa “ venosa.
Le alterazioni della pianta del piede
devono essere corrette con plantari adeguati; sono disponibili ora plantari
sottili che hanno la caratteristica di poter stimolare punti specifici del piede
in modo da indurre la contrazione di particolari fasci muscolari. E’ bene
rivolgersi sempre allo specialista podologo o posturologo (specialisti del piede
e della postura) per verificare il corretto appoggio plantare.
Evitare scarpe
strette o a punta, quelle senza tacco o con tacchi molto alti; una giusta via di
mezzo è intorno ai 4 cm, specie se con base larga.
Per una migliore
traspirazione del piede è preferibile una calzatura in cuoio, piuttosto che
scarpe in tela o materiale sintetico. E’ bene evitare l’uso di stivali che
comprimono o fanno sudare i piedi e le gambe.
VIAGGI
Evitare di rimanere immobili con le
gambe piegate per lunghi periodi di tempo, in particolare durante la stagione
calda; nel caso di lunghi viaggi è consigliabile fermarsi ogni due ore per una
breve passeggiata.
Durante i viaggi in treno tenere le
gambe rialzate, se possibile, e alzarsi spesso per camminare.
In aereo si determina spesso, sia per la posizione che per la scarsa
pressurizzazione, un gonfiore dei piedi; tale fenomeno è molto più accentuato
nei pazienti affetti da insufficienza venosa o linfatica. Sono inoltre descritti
numerosi episodi di tromboflebite dopo lunghi viaggi intercontinentali; è
pertanto opportuno in aereo indossare delle calze elastiche che riducono il
rischio.
VACANZE
Preferire climi freschi e secchi,
come quelli di montagna.
D’estate bagnarsi le gambe con
frequenti docce fredde.
Al mare evitare di
esporre le gambe al sole soprattutto durante le ore calde. In barca o sulla
spiaggia, bagnarsi continuamente le gambe, magari tenendo a portate di mano un
secchiello di acqua di mare.
L’esposizione
diretta ai raggi solari provoca una vasodilatazione che aggraverebbe
l’insufficienza venosa e potrebbe favorire la comparsa di capillari.
Particolarmente consigliato è camminare nell’acqua del mare con il corpo immerso
fino al bacino. In questo modo il “massaggio venoso” da parte dell’acqua è molto
vantaggioso per la sua compressione decrescente dal basso verso l’alto.
Vi proponiamo una
serie di dieci esercizi: facili, sicuri ed efficaci.
L’esecuzione di
questa serie vi farà provare un immediato sollievo alle gambe ed inoltre,
tonificando la muscolatura, vi aiuterà a prevenire disturbi di circolazione agli
arti inferiori.
Vi consigliamo di
eseguire questi esercizi, scrupolosamente nell’ordine proposto, sia al mattino
appena alzati (per un dolce-energico risveglio... delle gambe), sia la sera
prima di andare a letto (con le gambe più “leggere” si dorme meglio), oppure
ogni volta che vi sentite le gambe pesanti: prendetevi un quarto d’ora da
dedicare a questi esercizi e poi... ripartite di slancio.
Attenzione! Prima
di cominciare, fate vedere al vostro medico questo opuscolo, per assicurarvi che
non vi siano controindicazioni.
Se siete stanchi,
fermatevi e, se un esercizio vi dà fastidio, non fatelo.
Per fare questi
esercizi, mettetevi a gambe nude e a piedi scalzi.
Se dovete mettere
le calze elastiche, preparatele a portata di mano e indossatele subito dopo il
quarto esercizio (senza abbassare le gambe!)
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