Circolazione delle gambe

Le arterie sono dei tubicini che veicolano il sangue dal cuore verso la periferia. Il sangue ossigenato dai polmoni raggiunge il cuore, passa in aorta attraverso il ventricolo sinistro e, quindi, attraverso le arterie iliache, le femorali, le poplitee e le tibiali, arriva ai piedi.
Durante questo lungo viaggio, il sangue cede parte dell’ossigeno ai muscoli e agli altri tessuti e ritor-na attraverso un’altra complessa rete di tubicini: le vene.
Le vene decorrono, quasi sempre, in prossimità delle arterie, ma i due sistemi sono completamente separati, così come sono completamente diverse le malattie che interessano il distretto arterioso da quelle che interessano il distretto venoso. Questo punto è sempre da tenere ben presente perché mol-to spesso si tende a confondere le diverse patologie o ci si preoccupa che una tromboflebite, per esempio, possa essere collegata alla arteriopatia di un familiare.
Se il cuore rappresenta la pompa principale del sistema arterioso, il piede e la gamba rappresentano la pompa principale del sistema venoso.
Ciò spiega l’importanza di un piede e di una gamba sempre in perfetta efficienza.

Il piede rappresenta un vero e proprio capolavoro di ingegneria, fondamentale per il benessere di tut-to il corpo; e’ una struttura complessa e molto robusta. E’ infatti in grado di sopportare un impatto pari a 2 milioni e mezzo di chili al giorno. Durante il cammino sui punti di appoggio agiscono forze pari a cinque, sei volte il peso del corpo. Le alterazioni dell’appoggio plantare possono avere riper-cussioni sulla colonna vertebrale.
Il piede, durante la marcia, determina la contrazione delle masse muscolari della gamba che realizza-no il ritorno venoso al cuore. Qualunque disturbo del piede rende inefficiente questa pompa venosa muscolare periferica e, nel tempo, può favorire la comparsa di danni diretti sul sistema venoso.
Grande cura ed attenzione dobbiamo sempre riservare ai nostri piedi ed alle nostre gambe. E questo, non soltanto da parte delle donne, ma anche da parte degli uomini, che sebbene in percentuale infe-riore, possono essere vittime di questa patologia.

Le vene dell’arto inferiore sono di due tipi principali. Quelle profonde sono comprese nei piani ana-tomici più interni e comprese nello spessore dei muscoli, ossa e tendini; le loro malattie sono talvolta definite “varici interne” mentre in realtà esse diventano solo raramente varicose. Si ammalano più spesso per fattori costituzionali o in seguito a trombosi, che rappresenta la causa principale di una malattia più propriamente definita “insufficienza venosa cronica”. Quelle superficiali sono situate nel tessuto sottocutaneo, sono spesso visibili attraverso la pelle, che fornisce un sostegno insufficiente e quindi sono più facilmente colpite da alterazioni che si manifestano con le ben note varici. I due si-stemi sono mantenuti in equilibrio fra loro dalle vene perforanti, così denominate perché attraversa-no le fasce muscolari dalla superficie agli strati più profondi dell’arto.
Tutte queste vene sono fornite di valvole che obbligano il sangue a dirigersi in alto, verso il cuore, impediscono i bruschi contraccolpi di pressione in periferia durante esercizi muscolari violenti e svolgono altre funzioni importanti: le valvole ad esempio sono la sede principale dei meccanismi di difesa contro le trombosi venose.
Esiste poi un delicato sistema vascolare, costituito da vasi più piccoli e ghiandole (linfonodi), situati vicino alle vene, che svolgono il compito di riportare al cuore anche la linfa (il liquido che occupa gli spazi fra le varie cellule di tutto il corpo).

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