Vuoi saperne di pił?

Vengono vissute come una minaccia!
Farle indossare è quasi sempre frutto di una lunga contrattazione.
Le calze elastiche sono invece uno strumento importantissimo e determinante per la prevenzione e la cura di tutte le malattie venose.

L'uso delle calze è fondamentale durante la terapia medica, nel decorso post-operatorio a medio termine e come supporto essenziale alla terapia sclerosante per mantenere i benefici del bendaggio ed evitarne la scomodità.

Nella prevenzione per i soggetti a rischio e per quelli con malattia iniziale, esse rappresentano un metodo fondamentale che, unitamente a cicli di cure mediche, è capace di ritardare di molti anni e spesso di evitare la comparsa della malattia.

E' stato dimostrato che sono utili perché evitano la formazione di edemi, anche nel paziente sano che rimane in piedi molte ore, e che potenziano l'efficacia della pompa venosa periferica in tutte le condizioni.

Le calze elastiche sono dunque efficaci, ma anche confortevoli e se ci sentiamo dire dai pazienti "Dottore! non sopporto le calze per più di un paio d'ore" generalmente questo dipende da una valutazione grossolana dell'indicazione e della classe di compressione che può essere decisa soltanto in sede specialistica dopo gli opportuni accertamenti diagnostici.

L'altra causa (e la più frequente) è il mancato rilievo delle esatte misure dell'arto malato che dovrebbe essere effettuato dallo specialista o meglio presso il venditore stesso. Vengono però diffusi speciali ricettari per la prescrizione delle calze elastiche che contengono tutte le istruzioni per rilevare correttamente le misure anche da parte degli stessi pazienti. Nei casi di obesità o di eccessiva magrezza (più rari in flebologia) è indispensabile ricorrere alle calze su misura.

E' importante sottolineare che la ricerca ed il progresso tecnologico degli ultimi anni hanno portato grossi miglioramenti sotto il triplice aspetto della compressione (differenziata e graduata ai vari livelli della gamba), dell'assortimento (quanto mai ricco di modelli per le più diverse esigenze), del miglioramento estetico (con la produzione di fibre molto più sottili ed in colori che le fanno confondere con quelle normali).

Il principio cui si ispira la compressione elastica graduata deriva direttamente dai principi dell'idraulica. La vena può essere infatti paragonata ad una colonna liquida ed è perciò facilmente comprensibile che il massimo della pressione corrisponde alla parte più bassa e cioé più vicina al collo del piede. Essendo la parete della vena elastica, è chiaro che proprio in questa parte più bassa subirà la maggiore distensione e la pressione esercitata dal sangue potrà arrivare a sfiancare le pareti venose, soprattutto laddove le valvole abbiano ceduto. Risulta dunque ovvio che le calze elastiche sono strutturate in modo da fornire una contropressione mirata, per poter difendere adeguatamente l'integrità della parete venosa. Questa contropressione, esercitata dalla calza elastica, serve a ridurre il diametro della vena, con l'immediata conseguenza di una maggiore velocità di flusso del sangue, che risale dunque più velocemente.

Ecco perché una calza elastica tecnologicamente adeguata è caratterizzata da una compressione graduata: più forte alla caviglia, e decrescente via via a livello del ginocchio e poi della coscia.

Infatti è proprio la gradualità della compressione a garantire l'aiuto più valido per le neccessità emodinamiche della gamba. Prendendo ad esempio un collant, vediamo che la compressione è massima a livello della caviglia; diventa poi il 70% a livello del ginocchio, il 40% a livello della coscia e non più del 10% a livello dell'addome.

Sul mercato esistono due tipi di calze: quelle più sottili di prevenzione e quelle più spesse per la terapia. La differenza tra i due tipi consiste nella diversa compressione esercitata sulla gamba. Le calze preventive hanno infatti una compressione inferiore ai 20 mmHg e sono leggere come le calze normali; sono da consigliare a tutti i possibili soggetti a rischio, come le persone che stanno tutto il giorno in piedi o le donne in gravidanza; sono consigliabili anche per chi ha iniziali problemi d'insufficienza venosa.

Le calze di prevenzione possono essere indossate in qualsiasi momento della giornata, mentre quelle terapeutiche è preferibile indossarle al risveglio, per evitare che l'arto possa gonfiarsi.

Le calze, come le bende, devono essere necessariamente prescritte dallo specialista.

La scelta delle calze viene fatta in base a:
- modello (gambaletto, mezza coscia, coscia, monocollant, collant, collant maternità, collant uomo)
- grado di compressione (in rapporto al grado di malattia e al gradiente di pressione venosa)
- materiale (fine sintetico, cotone, caucciù naturale)
- misura.

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